Romadaleggere.it “Presentazione libro Maritè n on morde”

“Accogliere la diversità come una ricchezza perché è importante capire piuttosto che giudicare”. Con estrema franchezza Veronica Tranfaglia sottolinea il messaggio che ha voluto dare al suo libro Maritè non morde, la storia dell’autrice mamma di una bambina nata con la Sindrome di Down. Il volume è stato presentato martedì 28 marzo alla sala stampa della Camera dei Deputati, a cui erano presenti anche Elena Centemero di Forza Italia, presidente della Commissione Eguaglianza e Non Discriminazione del Consiglio d’Europa e Ileana Piazzoni del Partito Democratico, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

Il libro

“Questo libro è un inno di dolore e di rabbia perché ci deve essere più cultura e più informazione su questo tema – ha evidenziato Tranfaglia in conferenza stampa – L’ho scritto anche per far conoscere la mia storia e magari cambiare un po’ le cose. Secondo me, infatti, sulla Sindrome di Down si sa molto poco e si hanno dei pregiudizi troppo forti”.

I maggiori problemi riscontrati da Veronica sono stati “l’ostilità delle persone e soprattutto il non voler includere la bambina perché può portare a un eventuale ritardo dello sviluppo della cultura dei propri figli. Una volta mi è successo che si facevano delle lezioni di inglese a scuola e ho sentito madri che si lamentavano del fatto che mia figlia facesse quel corso”. L’autrice ha spiegato che il volume “è servito moltissimo per capire me stessa. Per comprendere quello che stava succedendo dentro la mia anima ed esprimere la mia paura. Paura di crescere una bambina con queste difficoltà. La cosa che ferisce è l’ostilità e la discriminazione. Quest’ultima l’ho provata anche io nei confronti di mia figlia perché la vedevo come un errore della natura e ciò mi spaventava”.

La ricerca

Una parte del ricavato delle vendite del libro sarà devoluto alla ricerca La Nutraceutica per la Sindrome di Down condotta dalla dottoressa Rosa Anna Vaccadell’Istituto di biomembrane e bioenergetica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbe-Cnr) di Bari. Lo ha rimarcato anche la stessa autrice in conferenza stampa perché “oggi la ricerca è impegnata solo nella diagnosi prenatale – ha spiegato Veronica – anziché sulla complessità della sindrome e sulla cura dei suoi principali sintomi. Quando sono diventata madre di Maritè ho studiato come si orientasse il resto del mondo sulla Sindrome di Down. E ho notato che il modello americano è quello più efficace. Si chiama Curriculum Carolina e prende in carico la famiglia e tutti coloro che gravitano intorno al bambino, insegnando loro come stimolare il bambino già dalla nascita”. L’obiettivo è di renderli persone attive nella società. “Ho constatato – ha proseguito l’autrice – che i bambini con Sindrome di Down lavorano, guidano e hanno raggiunto dei risultati che altrove non ci sono”.

La politica

Elena Centemero di Forza Italia ha sottolineato che “l’integrazione e l’accoglienza passano attraverso la scuola, in particolare il docente. La cultura della scuola è fondamentale ed è ciò che manca nel nostro sistema scolastico. E’ importante anche il tema dei docenti e della continuità, cioè i ragazzi disabili hanno bisogno di un insegnante che li accompagni lungo tutto il percorso scolastico”. A Ileana Piazzoni del Pd è piaciuta “la mancanza di ipocrisia presente nel libro. Nella nostra società però siamo ancora lontani nel raggiungere questo obiettivo. Un altro tema emergente è che il problema della disabilità viene dall’esterno, dalle altre persone. Gli enti locali possono fare molto su questo tema con campagne di informazione e di sensibilizzazione per costruire una società diversa”.

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28 Marzo 2017