IlVelino.it “Legge elettorale, accordo vicino ma non mancano i malumori su ipotesi voto in autunno”

Alfano: Impazienza che causerà grave danno a nostra economia. 31 senatori Pd: Pericoloso salto nel buio. Da Campo Progressista no alle larghe intese. Via libera da M5S, Lega e Forza Italia

Legge elettorale, sempre più vicino l’accordo sul sistema tedesco ma non senza malumori. A partire dal leader di Ap Angelino Alfano che lancia l’allarme sul rischio sui conti pubblici di un voto anticipato e il “Danno che l’impazienza del Pd può fare alla nostra economia”. Ma non solo. All’interno del Pd 31 senatori orlandiani guidati da Vannino Chiti avvertono che “Puntare ad elezioni in autunno, subordinando a questa scelta la legge elettorale, rischiando l’esercizio provvisorio di bilancio che alimenterebbe spinte ad attacchi di speculazione finanziaria, colpendo finanze pubbliche, imprese e cittadini, significherebbe assumersi la gravissima responsabilità di un salto nel buio”, scrivono in un documento presentato in conferenza stampa a palazzo Madama in vista della direzione dem. I parlamentari rivolgono “un invito a Matteo Renzi perché si valorizzi il patrimonio comune che è proprio delle maggiori personalità ma anche e soprattutto della comunità dei democratici. Si assuma, quindi, nel Pd di fronte a così delicate scadenze, l’obiettivo di un patto politico di unità valorizzando il pluralismo dei contributi, il ruolo degli organismi dirigenti, a livello nazionale e nei territori, e quello dei gruppi parlamentari, affinché tutto il Pd possa al meglio vedere esaltate le proprie potenzialità e capacità di guida del Paese”. Anche da Campo Progressista di Giuliano Pisapia viene lanciato un appello – per una nuova casa del centrosinistra – sottoscritto da deputati e senatori appartenenti a vari gruppi parlamentari in cui si dice no alle larghe intese e all'”ennesimo forzoso tentativo in queste ore di porre fine alla legislatura per iniziarne un’altra nello stesso modo in cui e’ finita la precedente: governando con la destra, accordandosi con Berlusconi”.

Nel centrodestra la deputata di Forza Italia Elena Centemero evidenzia che “La soglia di sbarramento al 5% per l’accesso al Parlamento viene considerata, a livello internazionale, come ragionevole. L’eccessiva frammentazione, infatti, non è certo fonte di un sistema politico virtuoso”, mentre per Renato Schifani “La convergenza sul sistema tedesco da parte dei principali partiti è ormai cosa fatta e quasi assodato”. Per la Lega Giancarlo Giorgetti e Massimiliano Fedriga al termine dell’incontro con Ettore Rosato e Pierluigi Zanda sulla legge Elettorale spiegano che “Abbiamo confermato il via libera della Lega alla legge Elettorale. Avremmo preferito un sistema maggioritario più rispettoso della volontà popolare ma il nostro obiettivo prioritario è votare il prima possibile e far tornare a scegliere ai cittadini da chi essere governati”. “La legislatura è finita, per noi si può votare anche a settembre, andrò per le spiagge a convincere gli italiani”, ha detto Danilo Toninelli (M5S), vice presidente Commissione Affari Costituzionali.

“Il nostro obiettivo è chiaro: portare il Parlamento italiano ad approvare una legge elettorale costituzionale dopo 12 anni di incostituzionalità –ha affermato Toninelli -. A chi cerca di fare terrorismo come Alfano perché ha paura di andare sotto la soglia dico di non sparare cifre a caso parlando di attacchi dei mercati finanziari, ma di unirsi a qualche altra forza politica che abbia la sua stessa identità politica, sempre che ne abbia una. La scadenza naturale di Gentiloni è febbraio 2018, quindi anche se votassimo ad ottobre saremmo lì. Questa legge non è quella che avevamo proposto noi, ma è costituzionale e riteniamo che non sia una brutta legge elettorale”. Sulla legge elettorale, rispondendo a una domanda al termine dell’incontro a Villa Madama con il primo ministro canadese Justin Trudeau, è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni. “Quando il governo si è presentato sei mesi fa alle Camere per chiedere la fiducia, ho detto due cose – ha ricordato il presidente del Consiglio -. La prima è che ci auguravamo un’intesa sulla legge elettorale in Parlamento, ma non avremmo svolto un ruolo da protagonista. La seconda è che il governo sarebbe stato nella pienezza dei suoi poteri fino a che avesse goduto della fiducia delle Camere. Due cose che mi sento di ribadire adesso. Guardo con attenzione e rispetto al dibattito sulla legge elettorale e confermo che il governo ha pienezza di poteri e ha impegni in corso in Parlamento che intende mantenere”.Gli occhi restano puntati sulla direzione del Pd del pomeriggio e da cui si attendono chiarimenti.

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30 Maggio 2017