IlSole24ore.com “Le norme in favore delle donne passano più per emendamento che per legge”

Parlano di imprenditorialità femminile, rappresentanza politica, discriminazioni di genere, aumento delle pene per i femminicidi, ma anche di promozione del parto, prevenzione del tumore mammario, cura dell’endometriosi. Sono 166 i provvedimenti in Parlamento che parlano, a vario titolo di donne: 102 proposti alla Camera, 64 al Senato. Per due terzi proposti da donne (92 da parlamentari donne, 43 da parlamentari uomini, 28 di iniziativa governativa, 2 di iniziativa popolare, una del Cnel).

Italiane allo specchio: la fatica di rincorrere la parità

Ben 140 sono di natura ordinaria, 10 di bilancio, 10 sono disegni di legge di conversione di decreti legge e 6 ddl costituzionali. I provvedimenti all’esame delle Camere in prima lettura sono 141, in ultima lettura in 137, in letture successive 25. Ma le norme in favore delle donne passano più per emendamento che per legge, come dimostra il numero dei ddl che parlano di donne approvati definitivamente: solo 15. Le maggior parte delle altre difficilmente raggiungeranno il traguardo prima del termine della legislatura. Poi si ricomincia nuovamente da capo nella successiva. Se si viene eletti, ovviamente.

Le norme in “rosa” approvate per emendamento

Le altre proposte in favore delle donne non sono restate tutte nei cassetti del Parlamento, ma sono entrate come emendamenti nelle leggi di bilancio o, comunque di iniziativa governativa, spesso grazie al lavoro dell’Intergruppo su questioni di genere costituito alla Camera da 80 deputate di tutti i gruppi, fortemente voluto dalla presidente della Camera Laura Boldrini. «Cerchiamo – spiega la deputata Anna Rossomando (Pd) – di avere tutte insieme uno sguardo sull’ottica di genere, travalicando le rispettive appartenenze partitiche». Grazie all’attività delle parlamentari sono stati approvati alcuni emendamenti importanti nel percorso verso la parità di genere e nella lotta contro la violenza sulle donne.

LE 21 DELL’ASSEMBLEA DEL ’46 05 marzo 2017

La Costituzione delle donne

Per esempio l’emendamento proposto a nome dell’intergruppo da Caterina Pes (Pd) che destina agli orfani delle vittime di femminicidio un maggior ristoro a valere sulle risorse del Fondo per le vittime di reati violenti. Al Fondo, grazie a un emendamento di Antonio Misiani (Pd) sono stati destinati gli introiti delle sanzioni pecuniarie civili. Un emendamento a prima firma Chiara Gribaudo (Pd) ha esteso alle lavoratrici autonome vittime di violenza di genere il congedo nella misura massima di tre mesi, con diritto a una indennità giornaliera dell’80 per cento. Un emendamento a prima firma Titti Di Salvo (Pd)conferma a 2 giorni il congedo obbligatorio di paternità per il 2017, lo porta a 4 giorni nel 2018 (nel 2018 il padre può fruire di un ulteriore giorno di congedo in sostituzione della madre e in suo accordo). L’emendamento di Pia Locatelli (gruppo Misto) finanzia con un milione per il 2017 e 500mila euro per il 2018 e il 2019 il terzo piano d’azione previsto dalla risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza Onu su donne, pace e sicurezza. L’emendamento di Adriana Galgano (Civici e innovatori) destina 5 milioni di stanziamenti aggiuntivi dal 2017 al 2019 al Fondo per le politiche di pari opportunità, finalizzati al piano antiviolenza, servizi territoriali e centri antiviolenza.

Leggi di stabilità con un occhio alle donne

Emendamenti delle parlamentari hanno introdotto nella legge di stabilità 2016 la norma che stabilisce che il periodo obbligatorio di congedo di maternità è computato ai fini della determinazione dei premi di produttività. È stata estesa , in via sperimentale per il 2016 e nel limite di 2 milioni di euro, alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici la possibilità di richiedere, in sostituzione (anche parziale) del congedo parentale, un contributo economico da impiegare per il servizio di baby-sitting o per i servizi per l’infanzia. Reso cumulabile il riscatto della laurea con quello dei periodi corrispondenti al congedo parentale (astensione facoltativa per maternità) o per motivi familiari concernenti l’assistenza e cura di disabili purché non coperti da assicurazione. Sono stati stanziati 2,5 milioni di euro per la promozione e garanzia dei diritti e delle pari opportunità nel 2016. Per le donne che hanno subito violenza è stato istituito nelle aziende sanitarie e ospedaliere un percorso “rosa” di protezione denominato “Percorso tutela vittime di violenza” .

Fermo in Senato il ddl sul segreto del parto per chi lascia di figli in ospedale

È stato approvato alla Camera nel giugno 2015 ed è fermo al Senato il ddl sul segreto del parto per le donne che fanno nascere in ospedale, ma non riconoscono i figli. «Dopo un lungo dibattito alla Camera legato alla grande delicatezza del tema e alle diverse visioni, il ddl approvato dalla Camera nel giugno 2015 e ora all’esame del Senato prevede che la madre possa revocare la scelta fatta alla nascita, che la madre debba confermare la volontà di mantenere l’anonimato al compimento del 18° anno d’età del figlio. Dopo una lunga discussione e pareri discordi è anche stabilito che il figlio abbia accesso ai dati dopo il decesso della madre». Rossomando ha anche appena depositato (ma non è stato ancora annunciato in aula) il ddl che vuole dare la possibilità alle avvocate di avvalersi del legittimo impedimento nelle udienze nei mesi precedenti e successivi al parto.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-03-07/le-norme-favore-donne-passano-piu-emendamento-che-legge-221645.shtml?uuid=AE0g2hj

8 Marzo 2017