IlGiornaled’Italia.org “Arcore: negazionismo all’opera”

Il centrodestra ha organizzato una manifestazione di protesta di fronte alla sala in cui si terrà il convegno. Hanno aderito anche associazioni di Esuli istriani

“Io ricordo… tutto”. Questo il titolo del manifesto che pubblicizza laconferenza – di chiara impronta negazionista – organizzata in occasione della giornata dedicata ai martiri delle Foibe dall’Anpi e dal comune di Arcore. Quel “tutto” – scrive Fausto Biloslavo su Il Giornale – “riguarda ovviamente le nefandezze contro gli slavi compiute dal regime fascista e dall’esercito italiano prima e durante la seconda guerra mondiale”. Che secondo i negazionisti bastano a giustificare la reazione dei sanguinari partigiani titini e le violenze da loro commesse.

Un appuntamento (questo del 12 febbraio presso la Sala del Camino, nel comune brianzolo) sottotitolato “Operazione foibe. Tra storia e mito”, che avrebbe dovuto essere introdotto dall’assessore alla cultura del comune di Arcore Paola Palma (organizzatrice dell’incontro). Il comune ha però in queste ore diffuso un comunicato in cui si legge tra le altre cose che “lo scopo della giornata è stato totalmente stravolto e sconvolto da episodi incresciosi e comunicazioni intimidatorie, che non possono essere parte dello spirito di questa giornata. Preso atto delle circostanze, l’Amministrazione non presenzierà e non patrocinerà l’evento, pur lasciando all’Anpi la facoltà di effettuarlo in data e luogo fissati”.

Relatore è la ricercatrice Claudia Cernigoi, che sul suo profilo facebook dichiara di essere “capitano dell’Ozna” (il servizio segreto militare di Tito, che la Cernigoi descrive come organizzazione che nei giorni “dell’amministrazione jugoslava, non occupazione!, soprintendeva agli arresti dei collaborazionisti, presunti e non”. E che non ebbe “alcuna responsabilità” di quanto avvenne nelle foibe). Una persona, la relatrice, che appare quindi “idonea più a celebrare gli infoibatori che a rendere omaggio agli infoibati” scrive al sindaco di Arcore Paolo Sardos Albertini, presidente del Comitato martiri delle foibe.

Immediata la reazione del centrodestra, che ha chiesto le dimissioni dell’assessore Palma, organizzatrice dell’evento. In prima fila CristianoPuglisi (FI), che nel denunciare “l’ennesima vergogna targata PD”, ha sottolineato come l’amministrazione comunale di Arcore “per il Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe, vittime italiane della violenza comunista di Tito, dopo aver scelto come relatrice la negazionista Claudia Cernigoi, fa un manifesto in cui si parla di tutto tranne che dei martiri delle foibe”. Duro anche il commento del portavoce de La Destra Massimiliano Meloni, secondo cui “sono serviti anni di lotte per inserire nei testi scolastici la storia degli esuli Istriani e del genocidio delle Foibe e questa amministrazione in questo modo offende la memoria dell’Italia intera. In Brianza ci mancava solo una ‘sindaca’ negazionista per chiudere il cerchio attorno a questa sinistra indegna”.

E’ intervenuta inoltre a gamba tesa sulla questione anche l’onorevole arcorese Elena Centemero (FI), secondo cui “l’iniziativa patrocinata dal Comune di Arcore in occasione della Giornata del ricordo per le vittime delle Foibe è sconcertante. La dolorosa pagina delle Foibe è contrassegnata da una violenza che non può essere giustificata richiamando precedenti episodi di efferatezza. Invece è proprio questo che il Comune di Arcore sembra voler fare: giustificare l’odio con l’odio, l’orrore con l’orrore, secondo uno schema pericoloso e fuorviante. La lettura ideologica dei fatti ha l’effetto di alimentare il rancore e allontanare dalla costruzione di una memoria condivisa. Spiace davvero – conclude – che anche le Istituzioni, il Comune nel caso in questione, si prestino a questa logica”.

Alla manifestazione di protesta, organizzata da tutti i partiti del centrodestra(Forza Italia, La Destra, Lega Nord, Azione Nazionale, FDI, Fiamma Nazionale e Forza Nuova, che hanno fatto sapere si presenteranno senza simboli masolo con tricolori) di fronte alla Sala in cui si terrà l’incontro, parteciperanno anche alcune associazioni di Esuli Istriani. Chissà cosa direbbero, loro che quelle vicende le hanno subite sulla propria pelle, alla studiosa negazionista, che definisce “fascisti forcaioli” coloro che la criticano e bolla come “falsità e menzogne spacciate per verità storica” (sic!) gli studi di coloro che hanno ricostruito una verità differente da quella da lei sostenuta. “Le rese dei conti – scrive Cernigoi – non vi furono solo sul confine orientale, ma in tutti i Paesi che erano stati occupati dai nazifascisti, le cui popolazioni subirono violenze inaudite, deportazioni, massacri, rappresaglie, devastazioni, villaggi interi rasi al suolo eccetera”. Ed aggiunge: “gli infoibati non furono migliaia. E non si trattò di pulizia etnica nei confronti della comunità italiana, ma del naturale epilogo di una guerra che causò milioni di morti”. Lo ripeta di fronte agli esuli e ai parenti degli infoibati. Guardandoli negli occhi.

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9 Febbraio 2017