Il Sole 24 Ore “Aggravante cancellata dal Senato, il Ddl sul Cyberbullismo torna alla Camera”

Nuovo stop per il ddl sul cyberbullismo che ora torna alla Camera dei deputati per la terza lettura. Ieri il Senato ha approvato praticamente all’unanimità dei presenti (224 a favore e 1 contro) il testo riveduto e corretto dalla I Commissione. L’intervento degli Affari costituzionali, che traeva spunto dalle dichiarazioni del senatore Lucio Malan, suggeriva di cancellare dal testo la parte integrata proprio dalla Camera e relativa al versante repressivo/penale della normativa, segnando di fatto il ritorno all’articolato approvato in prima lettura da Palazzo Madama nel lontano maggio del 2105. Secondo la Commissione, ampiamente avallata dal voto assembleare, il provvedimento in esame “non è rivolto agli adulti bensì ai minori in ambito scolastico, non verte sul fenomeno generale del bullismo, di cui è già previsto il reato, bensì sul fenomeno specifico del cyberbullismo che il legislatore intende contrastare con misure preventive anziché repressive, puntando sull’educazione, la sensibilizzazione, la diffusione della consapevolezza”.

La norma soppressa prevedeva la reclusione da uno a sei anni se gli “atti persecutori” (articolo 612-bis del codice penale) vengono commessi “attraverso strumenti informatici o telematici”. La stessa pena era prevista, nell’ipotesi della Camera, se c’è sostituzione di persona con invio di messaggi o divulgazione di testi o immagini, o ancora realizzazione o divulgazione di documenti contenenti la registrazione di fatti di violenza e di minaccia.

Secondo Lucio Malan “l’altro ramo del Parlamento, preso dall’entusiasmo, al disegno di legge approvato dal Senato aveva aggiunto anche il fenomeno del bullismo, estendendo enormemente il campo e introducendo una serie di comportamenti con definizioni molto vaghe, cosa che renderebbe inefficace la parte sulla quale noi ci eravamo focalizzati” e mettendo a rischio la stessa libertà di espressione con un eccesso di interventismo, perseguendo “un obiettivo talmente vasto da essere molto difficilmente raggiungibile”. Secondo Malan, bullismo e cyberbullismo vanno perseguiti invece “separatamente, con un altro disegno di legge”.

Il problema del bullismo digitale è comunque drammatico, come ha sottolineato la senatrice Nicoletta Favero: “Secondo i dati Skuola net, Censis e Polizia postale, il 6 % degli adolescenti e preadolescenti in Italia è vittima di cyberbullismo; l’11 di questi ha tentato il suicidio; il 50% delle vittime è autolesionista e ha pensato al suicidio; il 77 % dei nostri presidi ci dice che ritiene che sul web sia più frequente il bullismo. La prevenzione ed il contrasto al cyberbullismo passano attraverso il contrasto alla dispersione scolastica e ad ogni forma di discriminazione e di bullismo, ma ci vogliono le risorse e le risorse ci sono e sono anche già state appostate all’interno della legge della buona scuola”.

A margine del dibattito parlamentare Elena Centemero, presidente della Commissione Eguaglianza del Consiglio d’Europa ha detto di augurarsi che “l’Italia recepisca le indicazioni contenute nel Rapporto della Commissione Equality del Consiglio d’Europa contro le cyber-discriminazioni e l’odio online, approvato la settimana scorsa a Strasburgo. Tra i punti cruciali, l’educazione delle giovani e dei giovani per far sì che rifiutino l’odio online e che sappiano come agire se diventano vittime di cyber-discriminazioni e cyberbullismo”.

1 Febbraio 2017