Ddl Concorrenza, il testo torna al Senato

Ddl Concorrenza, il testo torna al Senato. Tra qualche malumore…

Roma, 30 giugno – All’indomani dell’approvazione del ddl Concorrenza alla Camera, licenziato ieri da Montecitorio con cinque modifiche al testo, tutte le attenzioni si spostano ora su Palazzo Madama, dove la legge annuale ritorna per la quarta e ultima lettura, che – assicurano gli esponenti del Pd, anche per scrollarsi di dosso il sospetto, avanzato da altri schieramenti politici, di volere l’affossamento  del provvedimento – sarà celere, per consentire il definitivo semaforo verde alla controversa legge entro la fine di luglio.

“Il Pd si impegnerà in questo senso” ha garantito Gianluca Benamati, capogruppo Pd in commissione Attività produttive, ricordando anche l’impegno assunto dalla ministra dei Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, a chiedere alla conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama la immediata calendarizzazione del provvedimento appena licenziato a Montecitorio.

Sulle reali intenzioni del Pd, però, continua a permanere qualche dubbio, al quale c’è chi ha voluto dare voce anche in Aula a Montecitorio. Lo ha fatto (cfr. RIFday di ieri) Raffaello Vignali (Ap), affermando che le “quattro modifiche volute dal Pd, più quella ottenuta dai Cinquestelle, secondo noi rischiano di far morire definitivamente questo disegno di legge al Senato, dove è stato diciotto mesi”. E lo ha ribadito con altrettanta chiarezza Pippo Civati (Si-Possibile), affermando che – pur senza coltivare retropensieri o essere un retroscenista – “il dubbio che ci sia un intento dilatorio, come qualcuno della stessa maggioranza ha fatto capire, è venuto anche a noi”.

Il Governo, però, oltre che con la Finocchiaro, interviene a rassicurare  con il sottosegretario del Mise Antonio Gentile, che ha espressamente chiesto al Senato tutto l’impegno per “arrivare al via libera definitivo prima della pausa estiva, secondo gli impegni assunti dal governo e dai partiti della maggioranza”.

Da Palazzo Madama, Luigi Marino (nella foto), uno dei relatori nel lunghissimo “soggiorno” (un anno e mezzo!) del provvedimento in Senato, si dice convinto che “ormai il provvedimento ha imboccato il viale del traguardo e non credo possa essere più fermata la volata finale”. Affermazione, però, decisamente temperata dalla precedente ammissione dell’esistenza a Palazzo Madama di qualche mal di pancia provocato dai correttivi apportati alla Camera al testo approvato a maggio dai senatori: “Ci sono malumori all’interno della maggioranza qui in Senato”. E i malumori, notoriamente, non si sa mai in cosa possano sfociare.

In attesa che la definizione del calendario dei lavori da parte della Conferenza dei Capigruppo fornisca le prime e certamente indicative decisioni sulle reali intenzioni di governo e maggioranza sulle sorti della legge annuale su mercato e concorrenza, meritano di essere ricordate le sollecitazioni di impegno avanzate all’esecutivo dai deputati di Forza Italia, con tre ordini del giorno (approvati dall’Aula) concernenti la misura che consente l’ingresso delle società di capitali in farmacia. Il primo, a firma Elena Centemero e Rocco Palese, impegna il Governo a valutare la possibilità di adottare interventi normativi per rivedere verso il basso la percentuale di farmacie detenibili da ciascuna società o gruppo societario (che il testo del ddl fissa attualmente al 20%), così da evitare la creazione di catene di farmacie e il rischio connesso di situazioni di abuso di posizione dominante sul mercato interno, limitando in questo modo la creazione di oligopoli.

Il secondo OdG e il terzo Odg (a firma, rispettivamente, di Fabrizio Di Stefano e  Palese e di Catia Polidori e ancora Palese)  chiedono al Governo impegni più specifici, per valutare la possibilità di ridurre, con successivi interventi normativi, la percentuale di farmacie detenibili da ciascuna società o gruppo societario, portandola al 15% (Odg Di Stefano-Palese) o al 10% (Odg Polidori-Palese)..

Porte ancora sbarrate, invece, per la liberalizzazione della fascia C: è stato infatti bocciato un ordine del giorno (con la prima firma di Pierluigi Bersani) che impegnava il Governo a considerare gli effetti positivi per i cittadini e per la concorrenza derivanti dalla vendita dei farmaci di fascia C anche nelle parafarmacie e nei corner della Gdo, e conseguentemente a valutare la possibilità di prevedere interventi legislativi in questa direzione.

http://www.rifday.it/2017/06/30/ddl-concorrenza-testo-torna-al-senato-qualche-malumore/

30 Giugno 2017