Corriere.it “Scuola, M5S: smantellare la riforma Renzi e stop al test Invalsi”

Fondi delle paritarie alle scuole statali, fine della riforma Renzi e finanziamenti fino al 10 per cento della spesa pubblica. Il Movimento 5 Stelle ha preparato la sua ricetta per la scuola, l’ha annunciata in un post sul blog di Beppe Grillo e – a pochi giorni dal convegno sulla valutazione, che si è svolto a Roma con gli esperti del settore – si prepara a sottoporla a consultazione online.

PUBBLICA, GRATUITA, INCLUSIVA

La scuola, innanzitutto, per i pentastellati deve essere «pubblica e statale, gratuita, democratica, aperta, inclusiva e innovativa». Il movimento vuole «edifici sicuri e spazi adeguati, insegnanti motivati e valorizzati». «Cittadini consapevoli, curiosi e dotati di spirito critico, innamorati dela conoscenza e protagonisti attivi del processo di apprendimento». Un mix tra «populismo, demagogia e vecchi pregiudizi», lo ha liquidato la deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia, Elena Centemero. Ma intanto il programma promesso dal candidato premier in pectore Luigi Di Maio è scritto. «L’unica cosa che noi non dobbiamo fare – scrivono i Cinquestelle – è intervenire su questo ecosistema complesso e delicatissimo che è la scuola, pensando di sapere tutto». Al via quindi su Rousseau la consultazione popolare, cui potranno partecipare gli iscritti alla piattaforma voluta da Casaleggio e gli oltre 253mila del movimento. E da oggi per discutere le proposte, cinque esperti (un dirigente scolastico, due insegnanti di scuola superiore, un professore universitario e un costituzionalista) tratteranno i temi centrali e tutti gli iscritti potranno esprimersi sulla priorità degli interventi.

I QUESITI

«I primi due quesiti sui quali vi chiediamo di esprimervi», si legge sul blog, riguarderanno la necessità di «stabilire un ordine di priorità nell’assegnazione delle risorse», ovvero: «È giusto tutelare la gratuità della scuola dell’obbligo e ridestinare alle scuole statali le risorse attualmente stanziate per le scuole paritarie? Ed è giusto rimettere in discussione la legge del 2000 che ha istituito la parità scolastica?». «Il principio da cui si parte è «la sofferenza in cui versa oggi la scuola statale»: il M5S ritiene fondamentale stabilire un «ordine di priorità» nell’assegnazione delle risorse. A scanso di equivoci con il mondo degli istituti privati riconosciuti, i pentastellati si premurano di precisare che «il M5S riconosce il servizio che molte di queste scuole svolgono sul territorio nazionale», ma oggi, «alle famiglie dei ragazzi che frequentano le scuole statali viene richiesto di versare un contributo “volontario” all’atto dell’iscrizione». Una «tassa occulta» che, secondo i Cinquestelle, fa venir meno il principio della gratuità della scuola dell’obbligo.

COLPO DI SPUGNA SULLA BUONA SCUOLA

Terzo quesito: i 5 Stelle chiedono agli elettori su che cosa vogliono investire prioritariamente nuove risorse: «ridurre il numero degli alunni per classe, ripristinare il tempo pieno oppure reinserire le materie depotenziate dalla Gelmini e introdurre nuovi insegnamenti»? Stop alle «aule pollaio» con più di trenta alunni per classe, insomma; ma anche al test Invalsi contro cui i 5Stelle avevano chiamato alla «disobbedienza», in quanto tratterebbero i bambini e i ragazzi come «prodotti del supermercato».. E con loro tutta la «Buona Scuola» di renziana memoria: «è la peggiore riforma della scuola di tutti i tempi. La smantelleremo punto per punto», promettono. E saranno gli elettori a dire da dove iniziare.

CONTRO I TAGLI

Nel post ci sono anche accuse a Mariastella Gelmini, che «ha tagliato 8 miliardi all’istruzione». E proposte di nuovi programmi di insegnamento: più Costituzione ed educazione civica, educazione ambientale, educazione alimentare, educazione all’affettività e alla parità di genere, «per prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione, di omofobia e di violenza di genere fin dai primi anni di vita». Su tutto questo è pronto un quinto quesito.

I PUNTI DA CANCELLARE

Tra i punti che il Movimento promette di cancellare, ma che affida al giudizio degli utenti: la card da 500 euro ai docenti; i super poteri ai presidi, la chiamata diretta e il bonus del merito ai docenti; gli organi collegiali «svuotati di ogni potere»; l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria «divenuta una forma di sfruttamento»; il sistema di valutazione dei test Invalsi che «accresce la competizione tra gli alunni e rischia di penalizzare le scuole che si trovano in territori svantaggiati». Per promuovere la formazione didattica e lo sviluppo delle potenzialità degli studenti, i Cinquestelle propongono la creazione di «équipe formative territoriali»: gruppi di lavoro composti da professionisti del mondo dell’educazione, psicologi, pedagogisti e ricercatori che supportino quotidianamente i docenti.

L’ARMA PER CAMBIARE IL MONDO

L’obiettivo è «una scuola che non umilia ma incoraggia, che non annoia ma incuriosisce e che mette al centro le potenzialità e le inclinazioni di ognuno»; «una scuola che si apra sempre più al mondo reale e di lezioni in cui gli studenti siano i veri protagonisti e costruiscano essi stessi le conoscenze» perché «la scuola è degli alunni ed è per gli alunni». Il motore del cambiamento «sono e saranno sempre i docenti»: è venuto il momento di valorizzarli, spiega il M5S, eliminando il precariato e aumentando gli stipendi. «L’istruzione è l’arma più potente che abbiamo per cambiare il mondo»: concludono, citando Nelson Mandela, i Cinquestelle.

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15 Maggio 2017