Anci.Lombardia.it “Diritto allo studio: bene le novità, ma le criticità restano”

Anci.Lombardia.it “Diritto allo studio: bene le novità, ma le criticità restano”

Un affollato dibattito in Anci mette a confronto Governo, Regione e amministratori locali.

“Il coraggio di svoltare e di dare una nuova veste a sistemi consolidati, paga. E la Lombardia, sul fronte del diritto allo studio, è un esempio virtuoso di buona amministrazione diffusa e di buone pratiche, da replicare”. Appare soddisfatta, pur nella consapevolezza che si può sempre fare meglio, Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, in apertura dell’affollato incontro organizzato presso la sede di Anci Lombardia il 15 gennaio 2018, dal titolo “Il diritto allo studio: novità, normative, impegni di sempre” (sold out e fruibile anche in streaming).

A introdurre la giornata è stato Pierfranco Maffè, presidente Dipartimento Istruzione Anci Lombardia, che ha osservato: “I comuni lombardi sono impegnati da lungo tempo nella promozione del diritto allo studio e l’incontro di oggi intende, innanzitutto, capire qual è lo stato dell’arte a livello legislativo e poi valutare come garantire un servizio di qualità, in un contesto in cui le risorse sono sempre più risicate”.

Aprea ha spiegato: “La legge di Semplificazione del 2017 ha di fatto permesso la piena allocazione della sussidiarietà orizzontale, in cui ogni ente locale è responsabile del proprio piano di diritto allo studio, senza più avere l’obbligo, peraltro, di trasmetterlo alla Regione” E all’interno di questa nuova “libertà di movimento” sono state tante e diversificate le iniziative attivate, con un obiettivo comune: “Mettere in sicurezza il sistema lombardo era la nostra priorità. E posso dire che, grazie anche alla collaborazione con Anci, abbiamo consolidato le certezze per le famiglie, gli studenti, gli amministratori e il Miur”.

A fare da filo conduttore, l’orientamento di ogni iniziativa al collegamento tra l’educazione e il percorso professionale futuro: “Il diritto allo studio equivale al diritto alla formazione professionale, con la persona al centro”.

La Dote Scuola, per esempio, ha visto stanziati oltre 300 milioni di euro (di cui 38 milioni solo nell’anno corrente), con il coinvolgimento di quasi 700mila studenti; ci si è battuti per il contrasto alla dispersione scolastica; si è combattuto per la valorizzazione del contributo degli enti privati accreditati. Non deve essere dimenticato anche il grande lavoro svolto in tema di edilizia scolastica e per l’adeguamento, in chiave digitale, dell’ambiente di apprendimento, con interventi sulle infrastrutture e sui materiali informatici. E anche lo sforzo compiuto dalla Dote Merito per premiare gli studenti più performanti con l’oopportunità di un’esperienza fattiva all’estero.

Plauso ad Anci Lombardia anche per aver concluso la verticalizzazione della rete scolastica, con una nuova sfida, conclude Aprea, “rappresentata dall’allargamento agli asili nido”.

Giuseppe Pierro, dirigente Ufficio II – Welfare dello studente, partecipazione, dispersione e orientamento del Miur – confermando il valore della proposta lombarda, ha spiegato: “La vita da studente deve evidenziare prerequisiti uguali in tutta Italia e anche se c’erano regioni in cui non esisteva la tradizione di lavorare sul diritto allo studio, oggi ci sono livelli essenziali della prestazione da definire. Come? Con la messa a punto di un sistema di governance in raccordo con gli enti locali, perchè solo in questo modo i decreti attuativi possono funzionare al meglio”.

Pierro si è poi soffermato sulla creazione di un sistema di borse di studio e sulla attivazione di voucher che danno la possibilità di vedere direttamente sul borsellino elettronico dello studente la quantità di denaro spendibile: “Agli enti locali non chiediamo la stessa procedura seguita per i libri di testo, ma solo di indicare con le graduatorie esistenti chi sono i beneficiari. Il resto lo farà una nuova piattaforma dedicata”.

 Il dibattito finale si è aperto con l’invito di Gianpiera Vismara, Coordinatrice Dipartimento Cultura, Sport, Politiche giovanili e Servizio Civile, di Anci Lombardia, a non dimenticare cosa fanno i comuni lombardi e quanto, senza la loro fattiva collaborazione, nessuno dei risultati presenti sarebbe stato raggiunto. “E proprio per questo, bene le novità, bene i cambiamenti, ma è fondamentale a quel punto chiarire chi fa cosa e con quali risorse”. La parola è poi passata a due rappresentanti delle istituzioni governative, che hanno evidenziato quali siano, a loro avviso, le criticità più urgenti da risolvere.

Per l’onorevole Simona Malpezzi, fondamentale è rivedere il percorso scolastico così come è concepito: “Penso ci si debba focalizzare sullo 0-6 e in particolare – in modo uniforme a livello territoriale – sugli asili nidi, perchè giovani che entrano prima nel percorso scolastico sono giovani che un domani avranno un minore rischio di dispersione e impatteranno meno sul sociale”. Secondo Elena Centemero, Forza Italia, è prioritaria la questione mense: “Un tema rispetto al quale il nuovo decreto legislativo non fornisce risposte. Come si affronta, per esempio, chi non paga? Serve una prospettiva che arrivi da Anci e dagli amministratori locali”.

http://www.anci.lombardia.it/dettaglio-news/20181151037-dirtito-allo-studio/

15 Gennaio 2018